Persone normali di Sally Ronney

Sally Ronney è una scrittrice Irlandese nata nel 1991 e laureata al Trinity College. Persone Normali, dal quale è stato tratta una serie tv, è il suo secondo romanzo.
Il romanzo racconta la storia d’amore complicata e sofferta di due liceali diciasettenni, Marianne e Connell, che vivono nell’Irlanda del nord, in un posto che si chiama Carricklea, nella contea di Sligo. Marianne proviene da una famiglia ricca e agiata ma problematica. Il padre, un tipo violento, è morto e la madre è praticamente assente, immersa nei suoi problemi non riesce ad avere alcun tipo di rapporto con la figlia, alla quale rimprovera il suo non riuscire a essere amorevole, a farsi amare da persone che la odiano. Con Marianne vive anche Alan, il fratello, violento come il padre.
Marianne non riesce ad inserirsi nell’ambiente scolastico, si isola ed è isolata, non piace a nessuno, dicono che addirittura sia la più brutta della scuola. (Di Marianne non si ha una descrizione fisica precisa ma non sembra essere brutta.) A scuola però riesce bene, studia con ottimi risultati.
Gli stessi ottimi risultati scolastici che riesce a raggiungere Connell.
La madre, Lorraine, lo ha avuto a 17 anni. Lorraine ama il figlio, con lui ha un ottimo rapporto, si guadagna da vivere facendo le pulizie a casa di Marianne. Connell non ha mai saputo chi fosse il padre, nessuno lo sa, la madre ha detto a Connell che in qualsiasi momento lui glielo avesse chiesto lei glielo avrebbe rivelato.
Connell non lo ha mai voluto sapere nulla. La madre, Lorraine, è minuta e chiara di carnagione, in figlio invece è alto con i capelli scuri, probabilmente assomiglia al padre mai conosciuto. Comunque Connell è un ragazzo sereno, benvoluto, ha un sacco di amici, a scuola a piace a tutti.
Connell è l’opposto di Marianne, eppure queste due persone si amano, si vogliono bene, e per tutto il romanzo si inseguono, si acchiappano, si lasciano, si riprendono, sono amici, sono amanti, sono compagni, sono complici, quando sono insieme non si sentono mai soli. Questo loro rapporto, però, per molto tempo, non riesce a sfociare in un rapporto sereno, normale e appagante.
Al liceo Marianne non riesce ad adattarsi, a sentirsi come la maggioranza degli studenti. Normale è andare a scuola, vestirsi ogni giorno con la stessa divisa, essere esaminati, conformarsi agli altri. Marianne sfugge alla norma. Una volta ha osato guardare fuori dalla finestra contravvenendo alle regole della scuola ed è stata rimproverata aspramente da un professore ritenuto da tutti un buon professore.
Connell, che ha una relazione con Marianne, pavidamente tiene tale relazione segreta perché teme di perdere consenso a scuola a causa della cattiva reputazione della ragazza.
Dopo il liceo i due ragazzi si ritrovano al Trinity College, a Dublino le parti si invertono, Marianne diviene una ragazza di successo, invece Connell è spaesato e non ha nessun amico. Ma anche in questa circostanza i due hanno difficoltà a rapportarsi normalmente. Connell sprofonda nella depressione, apparentemente a causa del suicidio di un amico. Marianne passa da una relazione violenta, abietta e sgradevole all’altra. Troveranno sé stessi e la serenità solo quando si arrenderanno alla normalità dei loro difetti e delle loro peculiarità. Connell troverà lavoro a New York e lei lo lascia partire intendendo che poiché nulla ha potuto separare le loro anime, neppure la distanza potrà farlo.

All’inizio si fa fatica a seguire i dialoghi e i pensieri dei personaggi, per assenza di punteggiatura tipici dei dialoghi, due punti, lineette, virgolette, poi ci si abitua, così come ai frequenti flashback e ai conseguenti cambiamenti dei tempi verbali. Così come ci si affeziona ai due fragili e teneri ragazzi. Tutto sommato una piacevole lettura.

Antonella Pizzo 01/11/2021

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